Day One
Day one
Francesco teso è la prima immagine.
La seconda, Lydia col sorriso fino alle orecchie.
Rapida colazione, velocissime abluzioni e via, verso l'aeroporto!
Francesco che chiede come e cosa deve fare ogni cosa, ma sicuramente il pensiero è rivolto al decollo e, a richiesta, non lo nasconde.
Ai controlli "suono" solo io, rapida strofinata sniffer antidroga e perquisizione e poi verso il gate.
Nel momento dell'imbarco realizzo di aver dimenticato il telefono con la sim per gli USA.
Rabbia, ho lasciato in carica il telefono dietro il letto e non l'ho più visto...dura cinque minuti, dopo aver cercato di pensare a tutto per tutti questi mesi, è dura da accettare: cavoli, ora è tutto online, si organizza e si verifica tutto in tempo reale con internet...
Respiro, o trovo una sim americana o si farà come un tempo: senza!
Ma sì, e poi ci rifaremo col wifi quando lo troviamo. Certo che se qualcuno mi cercasse o avessi bisogno...
Ma siamo già in pista, è tempo di decollare e devo rasserenare Francesco che sospira contratto.
Lo filmo, ride nervoso, i motori salgono e...via, parte l'avventura americana.
Il tempo oggi è stupendo, il lago blu e la visibilità si estende fin dove si riesce a guardare, ma duererà poco, il capitano ci informa che a Monaco troveremo 12 gradi e nuvolo con vento...uhmm...balleremo un po' in avvicinamento.
Sembra che nessuno voglia mangiare, solo Lydia mi fa compagnia col the e due biscottini e l'aereo già inizia la dicesa, oggi solo 45 minuti di volo.
Siamo in Germania e si vede!
Nuvoloni bianchi e altri ci accolgono e attraversarli è la prima esperienza di volo ballerino per Francy. Lo guardo e mi sembra tranquillo, fotografa dal finestrino e scherza con Lydia mentre io scrivo.
Certo che in Germania il tempo è proprio uno schifo, sembra Novembre da noi anche se il capitano ci aggiorna che ora ci sono ben 13 gradi!
Monaco
4 ore di pausa a far niente.
Due giri al duty free, una spruzzatina di profumo e poi alla ricerca del gate.
Spaventati dai biblici tempi di attesa preannunciati, ci mettiamo il cuore in pace e seguiamo la fila verso il varco d'accesso.
Dopo il controllo del passaporto una signora ci indica gentilmente di andare verso sinistra e...ci ritroviamo al gate.
Ma come? E tutti i controlli?
Torno indietro (mi guardava in cagnesco perchè non si puó) e le chiedo se non dobbiamo sottoporci al controllo.
Dice di no e che posso andare.
Mah...avrei preferito un controllo a tutti quanti!
Attesa con prima ricarica del cellulare aspettando di essere chiamati.
Inizia a formarsi un fila lunghissima...eh sì, questo è un asreo un po' più grande di quelli che prendo normalmente per andare in fiera!
Ma basta poco e la fila scorre, Francy gestisce l'ingresso scansionando il biglietto da solo e ne rimane entusiasta: è tutto semplice!
Scorriamo nel finger e in un attimo ci ritroviamo dentro l'aereo.
Vediamo la Business class...bella, la Premium Economy...carina ed eccoci finalmente alla nostra Economy: niente male dai, con la copertina e le cuffie che ci aspettano sul sedile.
Francesco e Lydia vicino al finestrino, con priorità all'esordiente del giorno, ed io nella zona centrale.
Caspita, i posti sono stretti, tocco il sedile davanti con le ginocchia...pace, allungheró i piedi. Il sedile è comodo ma l'aria condizionata tiene la temperatura a livello americano...saranno 18-19 gradi.
Metto la coperta sopra la felpa.
Inizia il taxing e dopo cinque minuti raggiungiamo l'estremità della pista: il capitano dice che siamo pronti al decollo e iniziamo a correre, Francesco ride di tensione e Lydia con lui.
Si stacca lentamente e inizia a ballare, volare d'estate è sempre più ballerino e il meteo della Germania non aiuta di sicuro!
Le lunghe ali ondeggiano vistosamente, Lydia mi chiede se è normale. Certo da fastidio ma si attraversano strati e strati di nuvole ed è così!
I ragazzi iniziano a guardare cosa offre lo schermo nel sedile davanti a loro e iniziano un film, allora li seguo e guardo il film sul fondatore di McDonlads.
Le hostess iniziano a movimentarsi: portano da bere e poi il pranzo. Io ho in programma un pasto speciale, senza pesce e quindi me lo portano prima. Tristissimo...praticamente solo patate e feta e un dolcetto ancor più triste. Mica sono malato, non mi piace il pesce, eccheccavoli!!!
Ai ragazzi va meglio, possono scegliere tra pasta (beh...chissà com'era) e pollo e optano ovviamente e saggiamente per quest'ultimo.
Anche il loro dolce è migliore e hanno pure un cioccolatino!!!
Poi andró a protestare col capitano.
Ricomincio il film e alla terza ora di volo si inizia a ballare, il comandante chiede di allacciare le cinture per via di un'area di turbolenza che dovrebbe durare circa mezz'ora.
I ragazzi non sembrano troppo allarmati e provano a guardare fuori dal finestrino, ma mi dicono che non si vede proprio niente. Mancano poco meno di 4000 km a New York e siamo sull'Oceano in linea sotto l'Islanda.
Ok, aspettiamo mezz'ora!
Per fortuna dura molto meno di mezz'ora, il film è finito e vorrei dormicchiare, mancano poco meno di cinque ore e prima mi si chiudevano gli occhi.
Se solo ci fosse un po' più di spazio e un po' meno freddo!
Chissà se ho dormito oppure no...certo è che mancano ancora tre ore e ho voglia di qualcosa di dolce.
Mi danno un nuovo pasto (merendina) speciale ma la cambio dicendo che è veramente triste e che il pesce non l'hanno dato a nessuno!!
L'hostess italiana ride e dice che mi capisce perfettamente e aggiunge che l'aereo è pieno di italiani oggi. Ma va'?!
Finito di vedere il secondo film (una boiata con Matt Damon) che mi ha portato fino a 10 minuti dall'atterraggio scrivo queste ultime righe prima di intraprendere la parte che mi preoccupa di più di tutta la giornata: la parte dei controlli, l'uscita dal terminal, il transfer verso l'albergo e capire se riusciremo ad andare stasera al Memorial dell'11 settembre.
Nel monitor della rotta compare davanti a noi New York finalmente, sotto di noi solo un mare di nuvole: 4 minuti all'atterraggio, ascolto i Coldplay.
Fatto: in meno di un'ora siamo passati dalla pista di atterraggio al taxi.
Procedura di identificazione veloce e semplicissima con i chioschi automatici e poi persone gentili e comprensibili, ottimo.
È arrivata anche la valigia!!
I primi della fila del taxi, fantastico, anche se l'autista ha detto che dovremmo impiegare un'ora, forse ce la facciamo a fiondarci al museo oggi pomeriggio.
Al momento nessuno sente sonno, buon segno.
Ore 20:26, stiamo rientrando verso l'albergo.
Siamo riusciti a visitare il Memorial dell'11 Settembre. Molto bello, gli americani non sono secondi a nessuno nel celebrare e ricordare.
Enorme, calibrato bene nelle luci e suoni, forse gente troppo rumorosa ma sicuramente un grande impatto e salto nel passato.
Velocemente diamo un'occhiata alla piazza con le fontane quadrate. Voglio tornare domani per vederla col sole e con calma.
Bellissima anche la struttura-stazione di Calatrava lì a fianco
Torniamo in albergo perché Francesco è piegato dal mal di pancia da un bel po' ed è meglio che torni tra noi!
Volevo una camera in alto e con vista ma non era pronta, allora abbiamo un sesto piano con muro davanti alla finestra.
Peró ci hanno regalato una settimana di colazioni per tutti che, considerando che comprarle singole verrebbero 30 dollari l'una, è un bel regalo!
Niente da fare: Francesco è ancora fuori uso, restiamo in camera. Abbiamo approfittato per svuotare le valige e mettere in ordine ció che abbiamo portato. Andremo a Times Square domani sera.
Sono le 22 di qua perció le 4 di mattina in Italia, 23 ore che siamo in piedi. Penso che dovremmo prender sonno facilmente...





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